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Recensione di Mud / 29 luglio 2016, 22:58
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Sviluppatore: PONOS
Publisher: PONOS
Data d'uscita: 27 giugno 2016
Genere: tower-defense, strategia, casual
Piattaforma: 3DS (eShop)
Prezzo: 9.99€
Modalità: Giocatore singolo, Sfida fra due giocatori
Online: Assente
Età PEGI: 3+
Demo su Nintendo eShop: No
Qualcuno di voi si ricorderà per forza di The Battle Cats. Qualche anno fa venne mostrato in un Nintendo Direct giapponese, e subito si presentò come un qualcosa di squisitamente folle. Gattini graziosi e carini, gatti dalla forma di gambe sexy, gattini-dèi, gattini muscolosi, gattini in costume, gattini ninja, gattini sottoforma di qualsiasi cosa immaginabile fecero da perno al trailer di questo tower-defense disponibile, oltre che sull’eShop del 3DS, anche per dispositivi mobile (in Giappone).
La versione eShop è disponibile da poche settimane anche per noi occidentali, in tutta la sua esilarante follia e giapponesità. Scopriamo insieme se oltre ai gattini (perché quelli meritano a prescindere) il gioco ha qualcosa da dare, e se il passaggio da cellulari a 3DS è avvenuto senza problematici compromessi.

TANTO VA LA GATTA AL LARDO…

La storia di The Battle Cats è molto semplice: i gattini vogliono conquistare il mondo.
Voi siete dalla parte dei gattini. E, logicamente, conquisterete il mondo.
Dicendo qualcos’altro riguardo la frivola trama del gioco si cadrebbe nello spoiler, quindi mi fermo qui. È evidente che si tratta di un semplice pretesto, un qualcosa che… giustifichi dei gattini che si scannano in giro per il mondo con gli altri esseri/animali.
Il gameplay di The Battle Cats! POP è quello dei più classici dei tower defense a scorrimento laterale. Prima di farsi strada nello stage il giocatore sceglie quali gattini inserire nel proprio team, considerandone le caratteristiche in virtù del livello. Una volta avviato il livello si occupa di schierare in tempo reale i “prescelti”, decidendo di volta in volta in che ordine, semplicemente cliccandone l’icona relativa nello schermo touch. Ogni gattino richiede una quantità di energia differente (l’energia del giocatore si rigenera da sé pian piano), proporzionale più o meno alla sua potenza.
L'obiettivo del giocatore sarà far crollare la torre difensiva dei nemici, e riuscire nell'impresa prima che siano i nemici stessi a far crollare quella del giocatore. Non vengono introdotti col tempo obiettivi secondari o idee che arricchiscono la formula, la quale resta davvero invariata per tutta la durata del gioco.

Come è facile notare, The Battle Cats! POP riprende appieno il gameplay di altre serie come Swords & Soldiers, senza pressoché portare novità al genere. Oltre al “summoning” dei membri del team, il giocatore deve giusto decidere quando e se aumentare la frequenza con cui vengono immagazzinate le entrate nel suo portafogli (ovviamente per farlo deve spendere altro denaro, quindi è una scelta che richiede comunque della logica) e quando utilizzare un potente attacco speciale, ricaricabile col tempo.

Lei è Moneko, ed è un gatto. Circa.
Per quanto riguarda le battaglie vere e proprie è tutto qui. Parliamo di un sistema indubbiamente ripetitivo a causa della sua assoluta semplicità, in cui il giocatore è chiamato più che altro a generare il prima e il più possibile i tenerissimi esponenti della sua squadra. La forte semplicità del titolo non sarebbe di per sé un problema, in quanto è il gioco stesso a volere essere in ogni meccanica accessibile e godibile da tutti.
Il problema è che questo è solo l’intento, realizzato unicamente in parte a causa di picchi di difficoltà improvvisi ed esagerati, che richiedono semplicemente un grinding estreamente fine a se stesso: se la gestione delle truppe al di fuori della battaglia lasciasse spazio a della vera strategia, non sarei qui a criticare questo aspetto della produzione. Il problema è che, appunto, è fin troppo limitata, molto più di quanto possa sembrare a una prima occhiata; vediamo perché.

…CHE CI LASCIA LO ZAMPINO

Abbiamo appena concluso la nostra battaglia. Abbiamo appena conquistato il Nepal. L’Egitto. La Russia. L’Italia.
Abbiamo appena concluso l’ennesima battaglia, e ci ritroviamo in un menù generale in cui possiamo potenziare i nostri mici, decidere quali portare in battaglia, pescare dei gatti rari, fare compere nel negozio.

L’upgrade dei mici avviene attraverso punti esperienza, ottenuti alla fine di ogni livello. È possibile rigiocare lo stesso livello più volte per ottenerne ancora, ma ogni volta la quantità diminuirà gradualmente. I gattini richiedono tutti quantità diverse di esperienza per i level-up, e una volta raggiunto il decimo livello cambiano forma trasformandosi in delle versioni corrispondenti, ma più potenti: questo è un particolare molto piacevole, che fa venire una certa voglia di potenziarli tutti.
Il problema principale del gioco sta proprio nella gestione o meglio nelle possibilità tattiche che precedono la battaglia. Per ogni gattino c’è una brevissima descrizione che in qualche modo ne evidenzia i tratti più importanti. Ma... non basta per decidere quale portare in battaglia, non basta per fronteggiare l’ennesimo boss esageratamente sgravo. Arrivati a un certo punto del gioco, la (non)gestione diventa confusionaria, i felini si accavallano nella schermata confondendo il giocatore, ognuno in teoria diverso ma poi in realtà quasi sempre simile a quello subito accanto. È alla base che il gioco non è concepito per presentare statistiche più dettagliate, e questo lo accetto, e mi va benissimo: ma a una scelta simile bisognerebbe quantomeno far corrispondere un livello di difficoltà che non preveda fatiche sporadiche. Il concetto è riassumibile così: se un gioco è per casual e ha una struttura da gioco casual, lo deve essere in tutto e per tutto.

La “pesca” dei mici rari avviene in un apposito marchingegno, e avviene attraverso l’utilizzo di ticket speciali. Tali ticket vengono regalati al giocatore casualmente al completamento dei livelli, e la loro frequenza è abbastanza alta da garantire – poi – una certa dose di doppioni. Neanche a dirlo, sono proprio questi gatti più rari i più originali, folli e inquietanti. Si raggiungono davvero livelli allucinanti, e il loro design è indubbiamente uno degli aspetti meglio riusciti di tutto il gioco!
Per quanto riguarda il negozio, si tratta di un angolo in cui è possibile acquistare dei potenziamenti temporanei (aumento di velocità, aumento di introiti...) o pacchetti di esperienza. L’acquisto – e qui arriviamo a un altro punto dolente, e tiriamo le orecchie agli sviluppatori – avviene attraverso del cibo per gatti, che però non è solo la “moneta” del gioco. Il cat food infatti corrisponde in una forma un po’ deviata alle tipiche “vite” dei giochi per cellulari, consumate le quali si dovrà aspettare una determinata quantità di minuti (più in là anche ore) per riprendere a giocare : ovvia reminiscenza della versione originale per cellulari. Ebbene, nonostante il prezzo del biglietto (10€), gli sviluppatori hanno mal pensato di mantenere integro questo meccanismo.

Poco importa se la cosa pesa solo all’inizio e se nei livelli avanzati la quantità di cat food è tale da non sentirne mai la mancanza. È il concetto in sé che è uno schiaffo morale nei confronti del giocatore. Soprattutto perché bastava davvero pochissimo – circoscrivere l’utilizzo del cibo per gatti al solo negozio – per sistemare la situazione.

La longevità del titolo è molto buona. Nonostante la ripetitività, e nonostante una certa dose di ore sia figlia di grinding e tentativi e tentativi e tentativi contro lo stesso boss… la longevità è buona, e i contenuti sono parecchi.

Da segnalare la presenza di una VS Mode, che permette di giocare in scontri 1 vs 1 con amici, in multiplayer locale. Il gioco supporta il download play.

La presentazione generale è pulita e squisitamente adorabile. Il gioco è colorato, utilizza uno stile semplice e carismatico, e il design dei gattini è come già detto curatissimo. Anche l’interfaccia fa il suo lavoro, con pulsantoni giganti molto chiari, ed è snellita anche dal secondo schermo della console.
Le musiche, nonostante siano ripetitive, non sono affatto banali. Soprattutto per quanto riguarda i temi dei boss sono presenti delle chicche niente male.

Ma perché la gatta ci cova? (cit. Red)[float=right][star]2.5[/star][/float]

The Battle Cats! POP è un piccolo gioco dalle pretese giustamente basse. Non vuole rinnovare nulla e non vuole essere un capolavoro, e preso per quello che è - un tower-defense in gran parte piacevole, rilassante e divertente nonostante la sua ripetitività - può garantire ore e ore di intrattenimento.

I problemi principali sono un prezzo poco competitivo, alto soprattutto considerato che il cat food (il corrispondente delle "vite" dei giochi per mobile) è presente e limitante anche nel porting per 3DS, e dei picchi di difficoltà improvvisi, superabili solo dopo vari tentativi e varie ore di grinding.

Il gioco resta consigliato a chiunque nutra una morbosa passione per i mici come il sottoscritto e voglia un gioco spensierato e leggero, adatto per l'estate e per rapide partite sotto l'ombrellone.

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Autore: Mud | Data: 29 luglio 2016, 22:58
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