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Recensione di Stormkyleis / Twitter: @Stormkyleis / 5 ottobre 2016, 18:45
COMMENTA (8)
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Sviluppatore: Intelligent Systems, Nintendo
Distributore: Nintendo
Data d'uscita: 7 ottobre 2016
Genere: Avventura
Piattaforma: Nintendo Wii U
Modalità: Giocatore singolo
Le prime voci di corridoio su un nuovo Paper Mario si sono diffuse a gennaio. Gran parte della community (e il resto di internet) ha risposto in coro: “speriamo che non sia come Sticker Star!”. ...Era come Sticker Star. Sono esplose critiche, pregiudizi, petizioni per rimandarlo e trasformarlo in un RPG tradizionale, addirittura petizioni per cancellarlo.

In un certo senso capisco il loro punto di vista: sono cresciuto a pane e Paper Mario, ho storto il naso con Sticker Star e sì, ho preso in giro Color Splash e la sua... sfrenata passione per i Toad. È un gioco totalmente diverso dagli episodi del 2000, ma merita una cattiva reputazione per questo? Oh, no. Paper Mario: Color Splash è finalmente arrivato, ci abbiamo giocato, e si è rivelato un buon gioco. Scopriamo i suoi pregi (e i suoi difetti) e capiremo perché.

Benvenuti nell’Isola Prisma


Color Splash è una gioia per le nostre pupille.
Color Splash è una gioia per le nostre pupille.


Durante una notte buia e tempestosa, Mario riceve una visita dalla Principessa Peach. Un Toad privo di colore è stato… spedito con posta prioritaria dalla lontana Isola Prisma. L’idraulico e la principessa si imbarcano per l’isola e scoprono che è stata sbiancata e depredata delle sue “Vernistelle”, fonte inesauribile di colore. Con l’aiuto del secchio di latta Tinto e del fidato Martellobaleno, quindi, Mario parte all’avventura per salvare l’Isola Prisma e scoprire la causa del disastro.

Come avrete capito, il colore è una meccanica importante del gioco: colpendo l’ambiente e i nemici otteniamo goccioloni di vernice, che possiamo spendere per colorare (potenziare) i nostri attacchi e ridipingere le zone scolorite. So cosa temevano gli scettici: “sarà un gimmick inutile!”. Invece è un sistema ben studiato e divertente, che stimola l’esplorazione senza mai risultare invadente. Colorare i livelli, infatti, è quasi sempre opzionale. La gestione della vernice non è mai una preoccupazione fuori dalla battaglia - anzi, è pressoché infinita nella maggior parte dei livelli, ed entra in gioco solo nelle battaglie più lunghe per il bene della strategia.

La divisione in livelli, questa volta, è sfruttata davvero bene.
La divisione in livelli, questa volta, è sfruttata davvero bene.


L’esplorazione è uno dei pregi di Paper Mario: Color Splash. Siamo di fronte a un gioco d’avventura non lineare, diviso in pochi grandi livelli, ciascuno con almeno una Vernistella da recuperare. Color Splash infatti non si sviluppa “da punto A a punto B” come Super Paper Mario e Paper Mario: Sticker Star, ma ci propone mondi da esplorare con una discreta libertà nella scelta del prossimo obiettivo. Molto spesso ci ritroveremo a tornare nelle aree precedenti per risolvere questioni in sospeso e sbloccare nuove strade. Gli enigmi sono basati sulle ambientazioni, e si integrano all’esplorazione quasi in stile Zelda.

Sotto questo aspetto non è privo di difetti: alcuni livelli richiedono del backtracking di troppo (problema di cui Il Portale Millenario si rendeva spesso colpevole, ad essere sinceri), la meccanica del ritaglio è piuttosto fine a se stessa, ma è un’avventura solida che ci porta a spasso per ambientazioni creative e situazioni originali. Perché sì, finalmente, Color Splash riporta ai Mario “RPG” quella creatività che era venuta a mancare in Sticker Star e persino in Paper Jam Bros. Ci ritroveremo alla presa con missioni assurde, talvolta in una base militare segreta, in un circo, in un albergo che fa tanto “Mario’s Mansion”, in una nave dei pirati, in una palestra piena di Tipi Timidi che fanno addominali... persino in un universo parallelo.

Mario pensa: “ho già visto questo film”.
Mario pensa: “ho già visto questo film”.


La realizzazione tecnica inoltre è di massima qualità. La colonna sonora, interamente orchestrata, accompagna deliziosamente l’azione: ho apprezzato molto i cambi dinamici, come ad esempio quando si entra in una grotta o si rimane a corto di PV. Gli effetti sonori sono curatissimi e realistici, i livelli che precedono la Mega vernistella viola in particolare sono pieni di tocchi di classe. Per quanto riguarda la grafica, questo è lo stile cartaceo al massimo del suo potenziale. Posso azzardare a dire che Mario non è mai stato così bello da vedere.

E le battaglie?


I nuovi combattimenti basati sulle carte non sono privi di difetti.
I nuovi combattimenti basati sulle carte non sono privi di difetti.


Finora mi sono concentrato sull’aspetto avventuroso, ma Color Splash ha un sistema di battaglie a turni basato sull’impiego di carte a singolo uso. Per attaccare (per esempio, effettuare un salto) dobbiamo giocare la carta del salto, che verrà consumata permanentemente. Le carte si ricevono dai nemici sconfitti, nel negozio, dai blocchi e colorando le macchie bianche sparse per il gioco. Abbiamo spazio e monete a volontà per crearci il mazzo che più ci aggrada, adottando strategie diverse in base alle caratteristiche dei nemici.

Questo sistema, simile a Sticker Star, sarà controverso per i fan dei giochi di ruolo. Ciascun attacco va ponderato, persino i nemici più deboli richiedono una certa dose di ragionamento per preservare le carte più forti. Al contrario dell’episodio per 3DS, fortunatamente, i nostri sforzi in battaglia sono ricompensati con monete, vernice e soprattutto Punti martello che ci rendono più forti (non si parla mai esplicitamente di “livelli” o “esperienza”, ma è di questo che si tratta). Salire di livello permette anche di sconfiggere i nemici più deboli senza entrare in battaglia, per il bene del ritmo e dell’esplorazione.

Intelligent Systems non ha pensato un sistema molto intelligente per i boss. Hah.
Intelligent Systems non ha pensato un sistema molto intelligente per i boss. Hah.


Insomma, le battaglie finalmente... funzionano, ma non aspettatevi un sistema particolarmente profondo. La crescita delle tre “statistiche” (PV, capienza della vernice e forza) è automatica e del tutto prestabilita, priva di qualsivoglia personalizzazione all’infuori della scelta delle carte. La strategia si riduce spesso al solo ragionamento “mi conviene spendere una carta forte subito o la tengo per dopo?”. Inoltre il sistema di controllo in battaglia è piuttosto scomodo: bisogna premere troppi tasti (o compiere gesti sul touch screen) per selezionare una carta, di conseguenza ogni mossa si prolunga più del necessario.

Le lotte contro i boss sono la parte del gioco che ho apprezzato di meno: sono basate interamente sugli “Oggetti”. Si tratta di oggetti giganti realistici come il Ventilatore, il Gatto portafortuna, l’Osso e via dicendo, che bisogna usare in punti prestabiliti della battaglia per sconfiggere automaticamente i Bowserotti di turno. Questo vero e proprio omicidio della strategia rende i boss prevedibili, e talvolta anche frustranti: se hai malauguratamente mancato l’oggetto necessario sei costretto a scappare dalla battaglia e andare a recuperarlo.

The Toad Show




Color Splash è totalmente diverso da ogni Paper Mario pubblicato finora, e si nota soprattutto nei toni della narrazione. Il gioco è ricco di dialoghi ma privo di personaggi nuovi, tutti perlopiù presi in prestito dai giochi di piattaforme. Molti fan - incluso il sottoscritto - si domandavano: “come riusciranno a fare una buona sceneggiatura se i personaggi sono tutti Toad?”. Beh, non ci crederete, ma ci sono abbastanza riusciti.

La premessa narrativa non è delle più intriganti: Bowser e la sua truppa portano scompiglio nell’isola di turno, Mario deve salvare il mondo, la principessa Peach dura appena qualche ora prima dell’inevitabile rapimento. Non ci sono i toni epici dei primi tre giochi, niente leggende millenarie, buchi neri interdimensionali da tappare, streghe malvagie da sigillare. Paper Mario: Color Splash ha invece i toni di una commedia a tutto tondo, quasi una situation comedy in cui ogni episodio (livello) rappresenta una situazione originale o una piccola avventura da cui Mario e Tinto si dovranno tirare fuori.

Quando vedi Mario citare Metal Gear Solid, Sonic e persino L'Esorcista non puoi più avercela con gli sceneggiatori.
Quando vedi Mario citare Metal Gear Solid, Sonic e persino L'Esorcista non puoi più avercela con gli sceneggiatori.


La maggioranza del “cast” di personaggi è rappresentata da Toad (quelli un po’ più buoni) e Tipi Timidi (quelli un po’ meno buoni), che pur somigliandosi tutti hanno personalità variegate e ruoli unici nella trama. Un giorno ci ritroveremo ad esplorare mondi paralleli con i pirati, un altro giorno assisteremo a un musical galleggiando su un secchio di legno, il giorno dopo aiuteremo dei fantasmi a trovare pace per poi aiutare delle spie a infiltrarsi in una base nemica sottomarina. Il fatto che tutti questi personaggi abbiano sempre lo stesso aspetto è oggetto di ironia da parte degli stessi scrittori, ed è affrontato con tanta comicità.

Pericolo, insomma, scampato per quanto riguarda la qualità dei dialoghi, anche in questo caso di tutt’altro livello rispetto ai recenti Mario RPG. Certo, vorrei sempre imbattermi in personaggi nuovi e colorati nelle avventure di Mario, ma per una volta le facce familiari riescono a brillare e divertire fino in fondo. È un gioco che può strappare un sorriso sia agli appassionati della serie, sia ai nuovi arrivati.

Le vostre domande


Ecco tre cose che ci avete chiesto nel topic di discussione e su Facebook nei giorni scorsi.

SPOILER (Zackee) | Mostra
Zackee ha scritto:Oltre Huey, ci sono personaggi originali?

Se consideri i Toad dai nomi unici personaggi originali, ne è pieno. Altrimenti non ci contare.

SPOILER (Alternis) | Mostra
Alternis ha scritto:Quanto sono caratterizzati i Bowserotti?

Ciascun Bowserotto ha la sua personalità, sono tutti ben scritti e divertenti, ma non appaiono quasi mai al di fuori dei loro livelli. Forse su questo aspetto Paper Jam Bros. ha fatto un lavoro migliore.

SPOILER (Roberto Amore) | Mostra
Roberto Amore ha scritto:Ma Bowser, Kamek e Bowser Junior ci saranno?

Bowser e Kamek sì, sono presenti e hanno un ruolo importante nella storia. Bowser Jr. invece questa volta è assente.

Conclusione


Paper Mario: Color Splash fa dei dialoghi, l’esplorazione e la realizzazione tecnica i suoi grandi punti di forza. Non ha paura di essere l’erede di uno dei capitoli più criticati della serie, anzi, fa un gran lavoro per risolvere i suoi problemi e nella maggior parte dei casi ci riesce. Se vogliamo, è quello che Sticker Star ambiva ad essere nel 2012.

Una piccola nota sulla localizzazione italiana: ha qualche battuta in meno rispetto ai dialoghi americani, ma nulla che comprometta la qualità della scrittura.

/30
+ Buon level design
+ Aree aperte ed esplorabili
+ Sceneggiatura divertente
+ Realizzazione tecnica di qualità

- Molti difetti nelle battaglie
- Stessi personaggi di sempre
Paper Mario: Color Splash è un nuovo esperimento nella serie di Paper Mario, e questa volta è un esperimento piuttosto riuscito. Non è affatto perfetto, non è quello che tutti volevano, ma è semplicemente un adventure divertente, creativo e curato, ricco di situazioni intriganti e mondi originali. Se proprio Paper Mario non sarà più RPG, è così che lo vorrei.
Autore: Stormkyleis | Data: 5 ottobre 2016, 18:45
COMMENTI
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    Sono contento che alla fine si sia rivelato un buon titolo! A Natale sarà mio asd
    Forse è come mi aspettavo che fosse Il Portale Millenario prima che prendessi Paper Mario su Virtual Console :3

    All abroad the hype train!
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    Sono contentissimo che siano riusciti a creare finalmente un ottimo gioco, soprattutto quando si pensava che sarebbe stato terribile. Ben fatto! Quando ho letto che citano addirittura l'Esorcista ci sono rimasto! rofl La parte di Metal Gear deve essere pure bellissima, mi piacerebbe poterlo giocare prima o poi. Complimenti a Storm per la recensione, è molto leggera da leggere e va dritta al punto.
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    Troppa voglia di comprarlo, eppure il danaro langue zomg
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    Bella recensione... E voi insoddisfatti, rigiocatevi Sticker Star che non è poi così male se vi togliete gli occhiali della nostalgia che avete per i primi quattro Paper Mario. titto
    Traduzione di Mother 3:



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    lorenzooone ha scritto:Bella recensione... E voi insoddisfatti, rigiocatevi Sticker Star che non è poi così male se vi togliete gli occhiali della nostalgia che avete per i primi quattro Paper Mario. titto

    Sticker Star per quanto mi riguarda è molto, ma molto indietro in termini di level design, sceneggiatura, creatività. È giusto un gioco carino e poco ambizioso. Concordo che comunque va preso a sé stante.
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    lorenzooone ha scritto:Bella recensione... E voi insoddisfatti, rigiocatevi Sticker Star che non è poi così male se vi togliete gli occhiali della nostalgia che avete per i primi quattro Paper Mario. titto

    L'ho comprato quest'estate, l'ho trovato a 20 euro al GS, l'ho giocato e... niente, l'ho trovato pessimo. Non solo come Paper Mario, che alla fine è una saga per la quale non provo chissà quanto affetto perchè ho iniziato con Super Paper Mario che già "stravolgeva" la serie anche se in termini di storia e personaggi è il migliore e poi ho giocato Paper Mario seguendo però una guida perchè non capivo l'inglese (ero molto piccolo, non ricordo l'età), ma proprio come gioco in sè. Ci sono state alcune parti divertenti, ma in generale l'ho trovato un gioco blando e frustrante su molti punti.
    Color Splash, da quel che ho visto, è mille volte meglio per tanti aspetti. Non penso che lo prenderò, ma se lo troverò a 20 euro fra sei mesi circa... potrei farci un pensierino. Ma non mi aspetto miracoli.
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    Voi che dicevate che era la fine di Paper Mario...nemo profeta in patria (sì, ho sentito questo proverbio a scuola e l'ho voluto usare XD,)
    "Sii sempre te stesso" [Rampa, Paper Mario e il Portale Millen-aspetta un attimo]
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    Col danaro del mio compleanno l'ho ordinato in Amazzonia, dovrebbe arrivare venerdì spero prima. Hype
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