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    Se Wolfenstein è il nonno degli FPS, DOOM ne è sicuramente il padre, un gioco che da solo è riuscito a settare moltissimi degli standard degli sparatutto di quei tempi e che ha derivativamente influenzato i giochi degli anni a seguire, compresi quelli di oggi.
    Ma com'è la versione di DOOM che è recentemente approdata su Switch a 5€ via eShop?
    Si tratta del degno port di un classico intramontabile o di un modo pigro per Bethesda di batter cassa?
    Togliamoci questo dente e iniziamo elencando le note dolenti di questa versione Switch.

    Tecnicamente parlando...

    I problemi cominciano all'avvio del gioco: ci viene richiesto un login tramite un account bethesda per un gioco del '93 che... non ha nessuna funzionalità online!
    Ricollegandoci a questo primo punto: è incomprensibile la mancanza di multiplayer online o wireless con altre console Nintendo Switch, DOOM comprende infatti sia una modalità deathmatch che che una cooperativa per i normali livelli singleplayer, entrambe fino a quattro giocatori ma solo in splitscreen a differenza delle versioni PS3 e 360.
    Lo splitscreen invece presenta un problema tutto suo, gli schermi dei giocatori sono decisamente troppo piccoli per risultare comodi.

    Il terzo problema evidente appena avviata una missione è l'aspect ratio vicino a 16:9... ma non 16:9! Questo è forse il problema meno fastidioso, ma altrettanto imperdonabile per un rilascio nel 2019.

    Il quarto problema lo noterà chi ha già esperienza col gioco o chi approfondirà la propria ricerca, ma che influenzerà certamente l'opinione dei neofiti riguardo la musica del gioco, ed è rappresentato dal fatto che la colonna sonora in MIDI è tutta rallentata, risentendone pesantemente: ne viene meno il ritmo incalzante di alcune tracce come At Doom's Gate (E1M1) che tuttavia rimangono ancora orecchiabili, soffrono invece di più le tracce dal ritmo più lento che ora risultano incredibilmente mosce.
    Vi rimando all'originale E1M1 e alla versione Switch per una comparazione.

    Quanto a fedeltà ci troviamo davanti ad un porting quasi 1:1 del gioco del '93 che comprende i tre episodi originali Knee-Deep in the Dead, The Shores of Hell e Inferno, più l'episodio aggiuntivo rilasciato nel '95 con Ultimate DOOM, Thy Flesh Consumed. I controlli non sono modificabili ma ben configurati per quanto semplici, con A interagiamo con l'ambiente, ZL ci permette di correre, con ZR si spara, con L ed Rcambiamo arma, X ci permette di aprire la mappa, l'analogico sinistro ci permette di muoverci naturalmente e l'analogico destro ci permette di spostare la telecamera esclusivamente sull'asse X, solo in orizzontale come nel classico.
    Parlando invece di performance il gioco gira a 60fps come ci si aspetterebbe da un prodotto del '93 portato su console odierne, anche se mi sembra di aver notato qualche rarissimo singhiozzo nelle fasi più concitate, nulla che possa rompere l'esperienza ma che comunque sottolinea la pigrizia del lavoro svolto.
    Configurabili invece sono opzioni come sensibilità di mira, corsa continua e HD Rumble attivo o meno. Sono inoltre attivabili cheat come god mode, equipaggiamento al 100%, mappa eccetera... sbizzarritevi!

    Ultima nota tecnica riguarda due bug che ho incontrato: il primo mettendo in modalità riposo la console nella schermata di salvataggio e riprendendo la partita, il gioco non rispondeva più ad alcun comando, costringendomi al riavvio; sempre dopo aver messo la console in modalità riposo il gioco mi avvisava con continui pop-up del logout dall'account Bethesda rovinando completamente l'esperienza di gioco, è successo "solo" due volte, ma quelle due volte ho dovuto salvare e riavviare.

    Per quanto riguarda la possibilità che queste magagne vengano patchate in futuro, Bethesda è già intervenuta comunicando che il login obbligatorio non fosse previsto in quanto pensato come opzionale e verrà quindi aggiustato a breve, per gli altri aspetti sopracitati (primo tra tutti la musica per quanto mi riguarda) invece non c'è che da incrociare le dita.

    Ventisei anni e non sentirli... ora si spara!


    Quindi tenendo conto di tutti questi problemi, tra più e meno grossi, vale comunque la pena di spendere 5 euro per un gioco che ormai quasi ben 26 anni?
    Ne vale la pena se ci avete già giocato e soprattuto come me ci giochereste la prima volta su Switch?
    La risposta breve è sì, ma perché? Qual è il motivo per cui DOOM è considerato un classico intramontabile?

    Pur portandosi 26 anni sulle spalle DOOM rimane un gioco freschissimo, rigiocabile e dal ritmo veloce... perlopiù.
    Lo scopo di ogni livello è raggiungere l'uscita (certe volte due, una segreta) dei "labirinti", dove troveremo le indispensabili chiavi che aprono le porte bloccate e segreti che ci premiano con armi, armature, salute e power-up; un compito resoci tutt'altro che facile dall'invasione demoniaca e reso ancora più ostico (o più semplice) dalle varie opzioni di difficoltà, che oltre a modificare la forza e la quantità di vita dei mostri ne cambiano anche la posizione, ne aggiungono di più (o di meno) e raddoppiano la quantità di munizioni nella più facile e nella più difficile, quest'ultima oltretutto aggiunge il respawn dei nemici. Hurt me plenty è la difficoltà media di gioco ed è quella che consiglio per una prima partita, rappresenta una buona sfida senza risultare eccessivamente opprimente, facendoci sentire soddisfatti dei nostri ben guadagnati traguardi di gioco.

    Salvo alcuni livelli in cui è possibile bloccarsi per un po', la progressione non è lineare ma è sufficientemente intuitiva che dona quel ritmo veloce e frenetico a cui accennavo e che contraddistingue la serie stile classico... questo fatta eccezione per l'episodio "Inferno" (Thy Flesh Consumed mi sta ancora aspettando) che dal mio punto di vista rappresenta il level design meno riuscito nonostante l'ambientazione suggestiva, eccessivamente intricato danneggiandone la scorrevolezza (E3M6 è stata l'unica missione in cui ho dovuto cercare come raggiungere una chiave...) e la quantità di munizioni che offre troppo scarsa per risultare leale a difficoltà più alte come Ultra-Violence.
    Un consiglio da amico: ricordatevi di salvare almeno all'inizio di ogni missione.

    Armi, mostri e power-up vanno di pari passo, contiamo 7 armi e 10 tipi di mostri (di cui due boss) che variano per velocità, mobilità, tipo di proiettile e salute; ogni arma è studiata per coprire mostri e situazioni specifiche presentando diversi vantaggi e svantaggi: tra le più rare abbiamo il fucile al plasma che quando interrompiamo il fuoco ha bisogno di una breve pausa per riprendere a sparare, il lanciarazzi che ci danneggia se non prendiamo le giuste distanze e la BFG, l'arma più rara, disponibile quasi solo in aree segrete e che infligge un danno tale da uccidere con un colpo la maggior parte dei nemici, permettendoci di liberare intere stanze con un solo colpo, che però oltre a consumare preziosissime munizioni limitate richiede quasi un secondo di carica; sparsi per le mappe troviamo anche vari pickup rappresentati da salute, armatura consumabile che riduce il danno, supercarica che ci porta la vita fino al 200% e via dicendo, tutte risorse di cui avremo bisogno se vorremo sopravvivere e rivedere la nostra amata Terra.

    Nota positivissima al gamefeel che rende tutto quanto detto sopra estrememante soddisfacente tra suoni, animazioni di mostri e armi e un comparto grafico che è invecchiato molto bene soprattutto rispetto a molti giochi completamente 3D dei tempi, correre tra i livelli schivando proiettili maneggiando un fucile a pompa è catartico e difficile da descrivere per scritto, quindi vi metto in spoiler una mia clip di gioco:
    SPOILER | Mostra
    Rigiocabilità e fattore Switch

    La forte componente di rigiocabilità quindi è data dalla presenza di segreti, il veloce e soddisfacente ritmo di gioco, il margine di miglioramento sia nella memorizzazione dei livelli che nelle proprie abilità di "disinfestazione", la presenza di diversi livelli di difficoltà e infine dalla durata dei livelli che si attesta in media non sopra ad una decina di minuti e del gioco stesso che si aggira tra le 6-7 ore, ricordandoci che il tutto è diviso in 4 episodi, permettendoci quindi un approccio pick up and play che ben si sposa con la console ibrida Nintendo.

    Sarebbe stata apprezzata la presenza di obiettivi di gioco interni vista l'esistenza dei trofei/achievement di PS, Xbox e Steam ma purtroppo nulla da fare.
    Ribadisco quindi la prima accennata presenza di HD Rumble che pur non cambiando nulla a livello di gioco è un'aggiunta non invadente e ben implementata, che fa buon uso della tecnologia esclusiva della console accentuando il feedback di alcune azioni, come il fuoco e il pompaggio dello shotgun.

    Quindi sì, DOOM è un gioco che nonostante tutti i difetti del porting (che non giustifico ASSOLUTAMENTE) è rimasto intaccato nel cuore dell'esperienza e che quindi per 5 euro (ottima scelta di prezzo) consiglierei a chiunque sia interessato ad un'esperienza adrenalinica, retro e a vivere o rivivere uno dei giochi che ha maggiormente cambiato il corso della storia dei videogiochi.

    Grazie per aver letto e vi auguro una buona caccia ai demoni!
    Ultima modifica di Dot Slider il 16 agosto 2019, 17:39, modificato 5 volte in totale.
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    Sono ufficialmente impressionato.
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    Be che dire
    Mi hai convinto a prenderlo, e credo sia la miglior cosa che una recensione positiva possa causare. Solo una domanda: una valutazione numerica non gliela daresti?
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    Bravo! Non ho mai giocato a Doom ma ne ho sempre ammirato la fluidità, anche solo guardandolo si nota che è proprio divertente muoversi e fare casino. Il port sembra avere un paio di problemi, ma fa quel che deve fare. Il rallentamento delle musiche non riesco a spiegarmelo: dovrebbe essere un problema facilmente risolvibile, eppure...? Inoltre, lo split screen è scomodo esteticamente o ne risentono anche i controlli? A vederlo non mi sembra così male, magari è meglio giocarci su TV.
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    Auros ha scritto:
    13 agosto 2019, 19:13
    Be che dire
    Mi hai convinto a prenderlo, e credo sia la miglior cosa che una recensione positiva possa causare. Solo una domanda: una valutazione numerica non gliela daresti?
    Generalmente mi è difficile dare una votazione numerica, al gioco in sé darei probabilmente 9/10 per la qualità altalenante di Inferno, mentre per il porting sarebbe un 7,5 non perché malfunzionante, brutto, e inferiore rispetto all'originale (musica a parte) ma semplicemente per la questione del login e perché estremamente pigro nell'esecuzione, la mancanza di una semplice componente online P2P e del multiplayer wireless con più console non si può semplicemente scusare.
    E nonostante questo non mi sono sentito di buttare soldi, anzi mi ci sono divertito davvero tanto e non vedo l'ora di continuare a farlo giocando il capitolo che ancora mi manca e rigiocare il tutto a difficoltà più alte. Il prezzo accessibile è sicuramente una delle note più positive se vediamo i prezzi che Capcom ci propone per i suoi Resident Evil.
    RednGreen ha scritto: Bravo! Non ho mai giocato a Doom ma ne ho sempre ammirato la fluidità, anche solo guardandolo si nota che è proprio divertente muoversi e fare casino. Il port sembra avere un paio di problemi, ma fa quel che deve fare. Il rallentamento delle musiche non riesco a spiegarmelo: dovrebbe essere un problema facilmente risolvibile, eppure...? Inoltre, lo split screen è scomodo esteticamente o ne risentono anche i controlli? A vederlo non mi sembra così male, magari è meglio giocarci su TV.
    Ho fatto un test e i controlli non sembrano risentirne (non banale), ho dimenticato di riportare che per ovvie motivazioni lo splitscreen è giocabile solo in modalità TV (mi dispiace Switch Lite :firul:) e su una TV abbastanza grande può avere il suo perché, ma secondo me si sarebbe potuto fare di meglio.
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