Recensione – Mario + Rabbids Kingdom Battle

Recensione pubblicata originariamente nel vecchio portale (i commenti si trovano lì). Codice download fornito da Ubisoft.

Se penso a Mario + Rabbids Kingdom Battle non posso fare a meno di ricordare il mese di maggio. I leak che preannunciavano inaspettatamente una delle più grosse sorprese dell'E3 Ubisoft furono terribilmente nocivi: la community videoludica iniziò fin da subito a lamentarsi, a borbottare, a criticare in modo estremamente acido delle semplicissime e staticissime illustrazioni.

"Uno strategico coi Rabbids?!" "Uno strategico coi Rabbids e Mario?!" "Esclusiva Switch?!" "Questo non è il tipo di giochi di cui ha bisogno la console!" Ed evito di rievocare dei messaggi ancora più coloriti.

Perché non posso fare a meno di pensarci? Perché il resto della storia lo conosciamo tutti. Tutti sappiamo che la presentazione E3 del gioco fu un successo. Tutti ci siamo emozionati di fronte alle lacrime di gioia di Davide-san. Tutti abbiamo sospirato, vedendo il video gameplay del gioco, e abbiamo esclamato: "ma quanto è bello?". Eppure il gioco era esattamente lo stesso dei leak di qualche mese prima. Eppure per una community di appassionati (che dovrebbe essere di appassionati) è venuto così semplice, naturale, lineare cominciare fin da subito a sputare dietro il lavoro di persone in carne e d'ossa che, com'è prevedibile, ci rimasero terribilmente male.

Ancor prima di parlare del gioco, di soppesare i suoi difetti e i suoi pregi, forse dovremmo un attimo riacquisire il significato della parola "rispetto", e ricordarci sempre che vale la pena applicarne il senso anche in questo incredibile mondo composto da joystick, gameplay coinvolgenti e mondi incredibili.

Un regno sottosopra

Mario + Rabbids Kingdom Battle segue la scia mai troppo affollata dei cross-over in cui Mario e ciurma incontrano personaggi (più o meno iconici) appartenenti a serie estranee. Tra l'altro, un po' come avviene nella serie Mario & Sonic ai Giochi Olimpici, anche in questo caso il Regno dei Funghi si mescola a un mondo appartenente a una software house differente: quello folle, fuori di testa e casinista dei Rabbid di Ubisoft. Tale incontro avviene -letteralmente- attraverso una brutale intrusione degli scatenati coniglietti nel mondo di Mario & co..; mondo che, per sfortuna dei poveri protagonisti (e per fortuna di noi giocatori!), non è mai stato così pazzo, vivo, e anche genuinamente bello.

La premessa narrativa di Mario + Rabbids è molto semplice. Senza entrare troppo nel dettaglio, i Rabbid distruggono un macchinario molto potente, il CombinaTutto, che genera un vortice di collegamento fra il loro universo e il Regno dei Funghi. La capacità di tale macchinario di fondere due elementi comuni viene inoltre trasferita in un comune Rabbid, Spawny.

L'azione spericolata e ingenua di Spawny produce dei nuovi Rabbid incredibili, nati ad esempio dall'incontro fra un pazzo-coniglio e un'arma oppure un nemico. Oppure ancora, come avviene nel caso di Rabbid Mario, Rabbid Luigi, Rabbid Peach e Rabbid Yoshi, nati dall'incontro fra un Rabbid e delle semplicissime action-figure. Questi ultimi si uniranno pian piano ai nostri canonici eroi, con l'obiettivo di placare l'azione inevitabilmente nefasta del tenerissimo Spawny.

La trama non brilla particolarmente per profondità, ma ciò che mi ha colpito fin da subito di Mario + Rabbids Kingdom Battle è la genuinità della scrittura. Essa è infatti molto fresca, comica e ironica, ma mai esagerata o fastidiosa. I commenti di Beep-0 ai vari elementi delle ambientazioni da soli varrebbero un giro di tutto il mondo di gioco, e ciò funziona anche grazie ai carismatici e simpaticissimi atteggiamenti dei Rabbid stessi. In questo senso, mi dichiaro francamente stupito: ero fra quelli che non riuscivano a inquadrare bene quanto avrebbero apprezzato l'umorismo dei Rabbid, eppure questi maledetti esserini mi hanno fatto davvero ridere un sacco. Il loro humor così disordinato e confusionario dà una nuova vita a questo Regno dei Funghi che è probabimente fra i più divertenti di tutta la serie di Mario.

X-Mario o Rabbid Com?

Il coraggio dimostrato nell'unione concettuale di due mondi apparentemente molto distanti non è nulla in confronto a quanto il gameplay stesso di questo cross-over sia un azzardo, una scommessa: Mario + Rabbids Kingdom Battle è uno strategico a turni, genere che non riguarda nessuno dei due franchise di riferimento e che su console Nintendo non è affatto popolare. Per entrare più nello specifico, M+R KB cerca il suo posto in quel tipo di strategici a turni basati sul comando di singole unità e, per essere ancora più precisi, si rifà indubbiamente a una delle serie di strategia più note e gettonate: X-COM. Per quanto possa essere forse fastidioso sentire nominare questa serie ogni volta che si parla del gameplay di Mario + Rabbids, il collegamento è inevitabile e il gameplay di M+R KB non cerca affatto di simulare la fonte della propria ispirazione. Tutt'al contrario, fa la cosa più corretta: parte dalla fonte e da lì si modifica con l'obiettivo di rendere un sistema complesso più adatto ai neofiti, veloce e dinamico, in perfetta linea con lo spirito di Super Mario.

Partiamo dalle basi. Mario + Rabbids è un gioco di strategia, in cui dunque il procedere delle battaglie è diviso in turni: un turno è del giocatore, uno è dei nemici, un altro (presente solo in alcuni livelli) è degli elementi naturali e/o appartenenti allo scenario (come i tornado). Il giocatore ha la possibilità di comandare e indirizzare singolarmente ognuno dei tre personaggi che ha deciso di portare in campo, e le azioni principali sono sostanzialmente due: lo spostamento e l'attacco.

Ed ecco che fin da subito arriviamo a uno dei punti di forza del gameplay. In M+R KB spostamento e attacco sono concetti notevolmente flessibili: Mario si sposta ma il suo spostamento non è una semplice camminata, in un unico turno egli può prima utilizzare una Scivolata contro un nemico, poi avvicinarsi a un alleato, farsi "prendere" da quest'ultimo e allora effettuare un Salto Team che lo spedisce dritto fino ad un altro nemico, dunque infliggergli ulteriore danno finendoci su, dunque posarsi in una zona vicina e, last but not least, attaccare utilizzando una delle proprie armi. In una sola azione di un solo e unico turno Mario e il giocatore possono concatenare una miriade di azioni ballonzolanti, e l'effetto generale provato dal giocatore è un'esaltazione ultra-soddisfacente.

Ma tutto ciò non è mica per dire che il gioco dia troppi mezzi al giocatore e che quindi sia troppo facile. Niente affatto: questo mix di possibili azioni non riguarda solo i nostri alleati, ma è anche alla base della strategia nemica. Ogni battaglia diventa presto un continuo spostarsi, attaccare e nascondersi, anche grazie a un interessantissimo sistema di coperture. È forse difficile rendere a parole un sistema così complesso, ma il sistema di battaglia di Mario + Rabbids è indubbiamente malleabile e incline a più stili di gioco: è possibile adottare una linea più sulla difensiva, oppure mirare completamente all'offensiva. Oltre al fatto che l'obiettivo delle missioni non è sempre lo stesso e si passa dal canonico "sconfiggi tutti" allo "scorta un NPC": questo continuo variare richiede di volta in volta strategie e mentalità differenti.

Infatti in uno strategico la profondità del sistema di battaglie serve a poco se non è coordinato a un map design di livello. A rendere meritevole Mario + Rabbids ci pensano anche le mappe in sé, sviluppate con cura e maniacalità, che rendono possibile un riscontro pratico di tutte quelle variabili così profonde di cui abbiamo appena discusso e continueremo a trattare.

Durante le battaglie il gioco regala spesso inquadrature molto cinematografiche.

Oltre che strategie e mentalità sempre nuove, le situazioni di questo gioco richiedono un continuo alternarsi fra gli otto personaggi disponibili. Essendo variegata l'impostazione delle missioni, diventa inevitabile per il giocatore riuscire a riflettere riguardo le caratteristiche di ogni personaggio e creare il team più adeguato alla situazione. Un altro dei punti massimi raggiunti dal titolo è infatti la caratterizzazione ludica dei nostri alleati: Peach è un personaggio diametralmente opposto a Rabbid Mario, così come Rabbid Yoshi non ha nulla da spartire con Luigi. Uno strategico a unità deve necessariamente potersi affidare su personaggi profondi e sfaccettati, e Mario + Rabbids è consapevole di ciò e permette al giocatore di sperimentare e divertirsi con stili di gioco molto diversi e particolari. (Rabbid Luigi è un adorabile vampiro notevolmente sgravo, ma quello è un altro discorso.)

La singolarità e la caratterizzazione dei personaggi sono anche intrisecamente connesse alla varietà delle armi. Ogni personaggio ha una serie di armi principali e secondarie inedita. Ciò su cui non avrei mai scommesso e che mi ha alquanto colpito è... il numero delle suddette armi. Sono davvero parecchie, forse anche troppe, ed è pressoché impossibile per il giocatore riuscire a mantenere sempre aggiornate le sedici tipologie di armi da gestire. Il numero esagerato è però l'altra faccia della medaglia di un design a dir poco ispiratissimo: la cura artigianale e maniacale riposta nell'aspetto delle armi è notevole, ed è addirittura una cura divertita e compiaciuta, che gioca in modo genuino con tantissimi riferimenti all'universo mariesco e non solo. L'impressione che ho avuto nell'osservare con attenzione e stupore le armi di questo gioco è stata che il team di sviluppo si sia seriamente deliziato un sacco a crearle, e sfido a trovare una sensazione più bella e intima fra quelle vivibili dal punto di vista di un giocatore che si affaccia ad un'opera altrui.

This is the rhythm of the night, oh yeah!

L'aspetto "personalizzazione" non si ferma qui. Il giocatore può anche seguire dei veri e propri "alberi delle abilità" (molto cari agli RPG, soprattutto occidentali) e decidere quali caratteristiche e skill potenziare dei personaggi, a discapito di altre. È un sistema abbastanza "normale", che non stravolge nulla in questo campo ma che indubbiamente garantisce ulteriore profondità. Ciò che in questo sistema è particolarmente azzeccato è la possibilità di resettare a piacimento e senza alcuna punizione i punti assegnati: tale elemento permette di sperimentare senza alcun vincolo e soprattutto di adattare i personaggi alle caratteristiche delle varie missioni.

Be', quest'arma vi ricorda qualcosa? Riferimenti di questo tipo si sprecano.

Insomma la carne al fuoco è tanta, e proprio per questo la domanda che probabilmente molti si sono posti è: "non ho mai giocato uno strategico di questo tipo, mi piacerà o sarà troppo complesso?" Mario + Rabbids in effetti è complesso, è impegnativo, ma non è mai ingiusto. La curva di difficoltà è dosata a tavolino, e questo lo rende perfetto anche per i completi neofiti del genere. Questi ultimi inoltre possono sempre fare affidamento su una modalità Facile onestissima: garantisce alla squadra un bonus ai Punti Salute ma non va oltre; è ciò un'influenza che sì aiuta il giocatore ma che mai è invadente e neanche lontanamente altera le battaglie in sé o le stravolge. Ciò vuol dire che indubbiamente la modalità Facile accompagna il giocatore e gli dà una pacca sulla spalla (senza farlo pesare in alcun modo), ma significa anche che il giocatore è in ogni caso portato a metterci del suo e che la profondità delle missioni rimane comunque intatta. Il giocatore ha semplicemente più spazio e tempo per comprendere gli scenari ed ha un modo per scampare la possibile frustrazione, niente di più niente di meno.

Non sarà Zelda, però...

Le battaglie sono dunque l'elemento cardine della produzione e sono indiscutibilmente riuscite. Ciononostante, Mario + Rabbids non è solo battaglie: Mario & co. esplorano dei coloratissimi mondi prima di giungere a sezioni in cui effettivamente i combattimenti si svolgono.

Unire mondo desertico e mondo ghiacciato in un unico ambiente? Sfida accettata, e superata alla grande.

Ho sempre temuto che l'esplorazione potesse essere troppo superficiale e banale, e possibilmente risultare noiosa. Questo mio timore sembrava essere confermato dai primissimi livelli, ma è stato via via smentito man mano che procedevo nell'avventura. L'esplorazione non ha un respiro particolarmente ampio, è spesso abbastanza lineare, ma nonostante ciò è estremamente funzionale. Gli enigmi sparsi nei livelli non sono pochi, sono sempliciotti ma non troppo, e raggiungono quello che alla fin fine è l'obiettivo principale: spezzare un attimo il ritmo e dare "aria" al giocatore prima di riprendere con la successiva e impegnativa battaglia.

In questo senso è molto simpatico l'elemento quasi "metroidvaniano" legato al backtracking. Fin dai primi livelli ci si accorge che alcune parti degli scenari sono impossibili da raggiungere per il giocatore, poiché sono presenti ostacoli ancora insuperabili. Tali ostacoli diventeranno successivamente sorpassabili, man mano che il giocatore acquisirà nuove abilità, e tornando nei livelli precedenti potrà ottenere sfiziosi collezionabili nascosti. Potrebbe sembrare un sistema fastidioso, ma in realtà non lo è perché fortunatamente non è nulla di obbligatorio: il gioco può essere apprezzato anche senza mai tornare nelle ambientazioni precedenti, sta al giocatore decidere se farlo o meno e se mirare dunque al 100%.

Inoltre, tornare nei livelli non vuol dire dovere rifare da zero tutte le battaglie e questo rende particolarmente rilassante il backtracking. Ovviamente le battaglie sono riaffrontabili, in modo tale da ottenere punteggi superiori e più monete per potenziare i personaggi. Per i veterani del genere sono inoltre sbloccabili delle sfiziosissime sfide opzionali molto intricate, in cui spesso la creatività degli sviluppatori trova la propria massima espressione.

Non è bello ciò che è bello, è bello ciò che è colorato

Ho fatto precedentemente riferimento alla cura riposta nella creazione del design delle armi, ma quel discorso non è affatto completo così. Sotto questo punto di vista, l'attenzione è assoluta anche per quanto riguarda la bellezza delle ambientazioni in sé. Il Regno dei Funghi sconvolto dai Rabbid è molto divertente, ma è anche incredibilmente bello da vedere e da osservare nei minimi particolari.

Le ambientazioni sono create con una premura quasi miracolosa, ogni livello è un tripudio di colori e ha una serie notevole di chicche sempre inedite che funzionano da riferimenti al mondo di Mario. Tutti gli oggetti e i nemici che conosciamo fin troppo bene sono presenti in questi mondi creati da Ubisoft, e sono tutti rivisitati e modificati per adattarsi alla -cattivissima!- influenza dei Rabbid. Ed ecco che voilà, un fierissimo Banzai Bill viene tutto ad un tratto ridicolizzato con un bel paio di mutandine addosso. Un fan-service gustosissimo e continuo, tra l'altro spesso quasi nascosto (davvero: state sempre attenti a osservare per bene ogni ambientazione!) e simbolo di passione, dedizione, divertimento e tanta, tanta fantasia.

Tuttavia non è oro tutto quel che luccica. Potrebbe sembrare un paradosso, ma... per quanto curati siano determinati aspetti, per quanto il mondo di gioco sia sviluppato con amore sincero, ho spesso constatato una generale mancanza di pulizia. È come se alcuni aspetti isolati non fossero stati curati abbastanza, da un punto di vista tecnico e non solo. Ad esempio alcune animazioni sono bizzarre e i modelli poligonali dei personaggi sono un po' grezzi. Oppure ancora: l'aspetto dell'interfaccia è molto confuso, è spesso banalmente spartano, e i box dei dialoghi sono esageratamente semplici, tanto da cozzare terribilmente con la bellezza del mondo di gioco. Insomma Mario + Rabbids cura moltissimo alcuni aspetti e il più delle volte l'effetto d'insieme è molto buono, ma allo stesso tempo si scorda di ripulire e rifinire altri dettagli.

Esemplari in questo senso sono problemi come frame-rate incostante, bug più o meno pesanti e casi di veri e propri crash. Ho vissuto personalmente solo problemi legati al frame-rate, ma gli altri sono disagi sono abbastanza comuni fra i giocatori e anche piuttosto gravi. Probabilmente Ubisoft rimedierà attraverso il rilascio di patch, ma lo stato attuale del gioco è questo.

Il sonoro è di livello molto alto. Grant Kirkhope è una garanzia e, nonostante non sia questo grande fan del suo stile, è indubbio che abbia fatto un gran bel lavoro. Sfido a non gasarvi ascoltando il tema dei midboss! Anche l'inserimento degli effetti sonori avviene con estrema precisione, ed è semplicemente bello avvicinarsi a un elemento secondario dello scenario e rendersi conto che sempre ha un riscontro a livello uditivo. Consiglio caldamente di giocarci con le cuffie.

La longevità è molto buona. Il gioco richiede fra le 15 e le 20 ore per portare a termine la storia, ma i collezionabili sono davvero tanti e il livello di rigiocabilità è indubbiamente altissimo. Sono in sviluppo nuovi livelli e nuovo materiale legato alla storia, che sarà possibile acquistare successivamente attraverso un Season Pass.

Le cose belle

★ Ricco di contenuti e possibilità

★ Direzione artistica straordinaria, ambientazioni curatissime

26/30
Le cose brutte

★ Alcuni aspetti mancano di pulizia

★ Diversi bug più o meno gravi e frame-rate ballerino

Mario + Rabbids Kingdom Battle è esattamente ciò di cui Switch aveva bisogno: un'esperienza incentrata sul single-player, ricca di contenuti, perfetta sia per gli appassionati del genere che per chi si approccia ad esso per la prima volta. Il gameplay è la componente principale in un gioco di questo tipo, e in questo caso è semplicemente stellare: è profondo ma non intimidisce il giocatore, che ha tutto il tempo per scoprirlo, comprenderlo e ricavarne un sacco di soddisfazioni. Le sezioni esplorative sono ben riuscite, anche grazie a un mondo di gioco artisticamente splendido, grandioso da esplorare nei minimi dettagli (e i dettagli qui sono moltissimi!). I presenti problemi tecnici sono alquanto gravi, ma non sono nulla che Ubisoft non possa sistemare attraverso degli aggiornamenti futuri.

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