Libro illustrato di Rosalinda

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Libro illustrato di Rosalinda
Libro Illustrato di Rosalinda.png
Descrizione: Un libro di fiabe marrone con una stella sulla copertina.
Uso o funzione: Riporta la storia di Rosalinda.
Debutto in: Super Mario Galaxy (2007)
Ultima apparizione:

Il Libro illustrato di Rosalinda è un libro comparso in Super Mario Galaxy. Nel libro viene raccontata la storia di come Rosalinda ha raggiunto lo spazio esterno ed è diventata la madre degli Sfavillotti. Mario può entrare nella Biblioteca e ascoltare Rosalinda che narra la sua storia agli Sfavillotti. In tutto sono presenti nove capitoli che si sbloccano raccogliendo le Superstelle.

Lo sviluppatore Yoshiaki Koizumi, director di Super Mario Galaxy, ha scritto da solo la sceneggiatura del libro a tarda notte e senza nessuno intorno. Il giorno seguente ha presentato il suo progetto a Shigeru Miyamoto che ne è rimasto molto colpito. Koizumi, in un'intervista pubblicata su Nintendo Power, ha affermato che gli sarebbe piaciuto se questo libro fosse realmente stato pubblicato come libro di fiabe per i bambini. Inoltre, egli ha anche dichiarato che qualcuno in Nintendo ha realizzato una copia del libro di fiabe per se stesso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Capitolo I: I due amici[modifica | modifica wikitesto]

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Questa storia ebbe luogo in un tempo molto remoto... Su un minuscolo pianeta azzurro, una ragazza trovò uno una navicella, abitazione di un piccolo di stella. "Chi sei? Che ci fai qui?" chiese la giovane. Il piccolo di stella rispose: "Mi chiamo Sfavillotto." "Aspetto la mamma che deve venire a prendermi con una cometa." Sfavillotto attese per giorni e notti. "Ho capito. Allora ti aiuterò a cercare la mamma" promise la ragazza. Quella sera, la giovane prese di nascosto il telescopio del padre. Rimase per ore a osservare il cielo, ma non riuscì a scorgere la cometa. Attese per giorni... E ancora per anni... Ma la cometa non apparve. "Potremmo continuare ad aspettare finché non diventeremo vecchi!" disse la giovane a Sfavillotto. E sospirando prese una decisione. "Saremo noi ad andare incontro alla mamma, invece che aspettarla!" La ragazza e Sfavillotto tirarono a lucido la navicella e partirono. Iniziarono così il loro viaggio stellato in cerca della mamma.

Capitolo II: Le Astroschegge[modifica | modifica wikitesto]

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Passarono diversi giorni dalla loro partenza... Non riuscirono a vedere la mamma, trovando solo pianeti rocciosi... "Che fame! Se lo avessi immaginato, avrei portato più marmellata!" disse la ragazza. Nello zaino aveva infilato pane di segale, latte, marmellata di lamponi e tè all'albicocca... Ma purtroppo non bastavano. "Come ho potuto dimenticare l'acqua!" disse la ragazza arrabbiata. La sua espressione fece scoppiare Sfavillotto in una gran risata. "A me bastano le Astroschegge... A te, no?" Alle parole di Sfavillotto, la giovane s'indispettì... Ma vedendo che Sfavillotto non smetteva, anche lei finì per ridere. "Hmmm... E va bene, allora le assaggerò anch'io!" Usando la retina per farfalle del fratello, iniziarono la raccolta e, sporgendosi temerariamente dalla navicella, presero le Astroschegge. Avevano il sapore di un miele estremamente dolce.

Capitolo III: La cometa[modifica | modifica wikitesto]

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Dalla finestra tonda della navicella filtrò un raggio di luce. "È da tanto che non vedo sorgere il sole!" pensò la ragazza. Ma avvicinandosi alla finestra vide una meravigliosa cometa azzurra. La giovane diede uno scossone a Sfavillotto per svegliarlo, "Andiamo a visitare quella cometa!" gli disse. Atterrarono sulla cometa. Era ricoperta di ghiaccio e risplendeva di luce. Sfavillotto e la giovane si divisero alla ricerca della mamma, ma invano. "Che peccato! Sembra che la mamma non sia qui..." disse la giovane, sedendosi per terra affaticata e delusa. "Ehi! Guarda!" Sul terreno gelato indicano da Sfavillotto si trovavano tantissime Astroschegge! "Che bello!" urlò Sfavillotto tutto orgoglioso per la scoperta. "Anche se questa cometa è ghiacciata, fa caldo e c'è persino dell'acqua! Si direbbe quasi un paradiso!" Così i due amici decisero di fermarsi e vivere lì per un po'. A cavallo della cometa, i due continuarono il viaggio in cerca della mamma.

Capito IV: Il sogno[modifica | modifica wikitesto]

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La mamma apparve in sogno alla ragazza. "Dove vai?" Chiese alla mamma, girata di spalle. La mamma rispose senza voltarsi: "Non mi muovo. Sono sempre qui a proteggerti. Di giorno, alla luce del sole, e di notte, al chiaror della luna, sono sempre qui." La giovane si rattristò e continuò: "E quando non si vede il sole, né la luna?" Come nelle notti di pioggia?" La mamma pensò un po', poi rispose. "In forma di stella, da sopra le nuvole, attendo che tu smetta di piangere." Al risveglio, la ragazza aveva gli occhi pieni di lacrime. Sfavillotto notò: "Ti scendono Astroschegge dagli occhi!" La giovane s'asciugò il viso. "Non sono belle come le Astroschegge... Adesso so che non vederemo mai più le nostre mamme." Stavolta fu Sfavillotto a piangere "Mamma... Mamma..." Viaggiando per l'oceano stellato videro altre comete, ma non la mamma. "Su, smettila di piangere! Altrimenti non tornerà mai il bel tempo!" disse la giovane abbracciando Sfavillotto. "Se la smetti, ti darò un regalino." La giovane chiuse gli occhi e disse con dolcezza: "Ti farò io da mamma."

Capito V: La casa[modifica | modifica wikitesto]

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"Questa è la cucina, mentre qui c'è la Biblioteca. E dove sarà la stanza dei bimbi?" pensava assorta la ragazza. "Vorrei una casa confortevole in cui vivere insieme." Dal giorno in cui decise di accudire Sfavillotto, la ragazza cominciò a lavorare diligentemente. Nel suolo ghiacciato del pianeta non si trovavano solo Astroschegge. C'erano tante cose strane, arnesi e mobili mai visti. La giovane li usò per costruire la loro abitazione. Osservando la casa finita, Sfavillotto disse esitante: "Non ti sembra troppo grande per noi due soli?" C'erano tante stanze. La biblioteca, la camera da letto, la cucina, il bagno, la stanza dei bimbi... Ma aveva un che di triste... La ragazza disse con voce fievole: "Hai ragione. Non c'è un papà, né un fratellino... e neanche la mamma..." Per loro due soli era una casa decisamente troppo grande... Quella sera la giovane si addormentò nella navicella, rannicchiata, abbracciando il suo coniglietto di peluche...

Capitolo VI: Gli amici[modifica | modifica wikitesto]

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Un giorno, mentre la ragazza sorseggiava una bella tazza di tè all'albicocca, si avvicinò un piccolo pianeta proprio del colore dell'albicocca. Su quel pianeta abitavano altri Sfavillotti. "Come? Allora anche tu appartiene a quel pianeta?!" chiese la giovane sorpresa. Sfavillotto sembrava alquanto a disagio... Uno Sfavillotto scese da lì... Era dello stesso colore del pianeta. I due Sfavillotti restarono immobili a fissarsi, senza avvicinarsi, ma senza neanche allontanarsi. "È la mia mamma!" Appena Sfavillotto disse ciò, lo Sfavillotto arancione iniziò a ripetere la stessa cosa. "È la mia mamma!" "È la mia mamma!" I due si avvicinarono alla ragazza e iniziarono a ballare in tondo. Ciò che stava succedendo era così tenero che la giovane non poté altro che mettersi a ridere. Dal pianeta color albicocca oniziarono a scendere tantissimi Sfavillotti... Rossi, blu, arancioni, gialli... "È la mia mamma!" "È la mia mamma!" "È la mia mamma!" Più gli Sfavillotto pronunciavano queste parole e più fragorosa diventava la risata della ragazza. "Come faccio ora, con tutti questi piccoli?" disse la giovane tenendosi la pancia per il gran ridere. Gli Sfavillotti la guardavano stupiti. La ragazza disse: "Non vi preoccupate, troverò un nome per ciascuno di voi!" La ragazza pensava che dopo aver trovato loro dei nomi avrebbe dovuto anche aiutare gli Sfavillotti a trasferirsi nella nuova casa.

Capitolo VII: Il telescopio[modifica | modifica wikitesto]

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Quando videro la centesima cometa, la ragazza pensò: "Chissà se il pianeta dove sono nato brilla ancora di una luce azzurra?!" E si ricordò del telescopio del padre. Osservando con il telescopio, scorse nei cieli un minuscolo pianeta azzurro. Pensò che fosse addirittura più piccolo di un Astroscheggia. "Che strano... pur essendo lontano, sembra così vicino!" Girando il telescopio per mettere a fuoco, il pianeta azzurro si ingrandiva e mostrava una collina. Era un paesaggio alquanto nostalgico... "La Terrazza Mirastelle!" Era la collina a ridosso del paese natio della ragazza. Quella era la collina in cui una sera si era recata col padre a osservare le stelle, mentre si stropicciava gli occhi per il sonno... Quella era la collina su cui era corsa con la slitta insieme al fratellino un giorno in cui aveva nevicato tanto... Quella era la collina su cui era andata a fare una gita in una bellissima giornata di sole con una lievissima brezza rinfrescante... Dopo un po' la ragazza disse... "Voglio tornare a casa! Voglio tornare a casa!!!" Davanti alla ragazza scoppiata improvvisamente in lacrime, gli Sfavillotti rimasero sgomenti, senza capire cosa stesse succedendo. "Voglio tornare a casa! Voglio tornare a casa!!! Voglio tornare nella mia casetta ai piedi di quella collina!" Iniziò a gridare la giovane con le lacrime che le scorrevano copiose sul viso. "Lo sapevo. La mamma non è nel mondo delle stelle! La mamma... È sepolta sotto l'albero che c'è su quella collina!" La disperazione della ragazza echeggiava in tutto il pianeta. Intorno cadde un silenzio inquietante come il gelo.

Capitolo VIII: I desideri[modifica | modifica wikitesto]

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Un giorno che la giovane piangeva a dirotto, Sfavillotto le disse: "La mamma c'è." Le si avvicinò con dolcezza e così fecero gli altri Sfavillotti. "La tua mamma è dentro di te... Una parte della mamma è in te. Anche le Astroschegge sono dei pezzettini appartenenti alla mamma... Per questo a noi piacciono tanto!" "No... Non è vero..." continuava a piangere la ragazza. Sfavillotto divenne dapprima un po' cupo, ma subito dopo disse con un volto sorridente: "Voglio esaudire i tuoi desideri! Io diventerò una stella. Una stella che ti potrà portare con sé facendoti viaggiare liberamente nei cieli." A questo punto lo Sfavillotto fu avvolto da un fascio di luce bianca e iniziò a danzare nel cielo. Ma improvvisamente cadde al suolo. BABAM! Per il gran colpo il suolo cominciò a tremare e il fascio di luce bianca iniziò a traboccare dall'interno del buco in cui Sfavillotto era caduto. Il fascio di luce girò vorticosamente mutandosi in una stella dalla meravigliosa coda. Lo Sfavillotto si era trasformato in stella! La ragazza non riusciva a capire cosa stesse accadendo. "Perché? Perché?" continuava a ripetere... Lo Sfavillotto rosso si fece avanti e disse: "Noi Sfavillotti siamo nati per diventare stelle." Lo Sfavillotto verde aggiunse: "Io vorrei diventare una stella per far sorridere quelli che amo." E lo Sfavillotto blu: "Adesso lui è felice perché è diventato una stella meravigliosa." E tutti gli Sfavillotti dissero insieme: "Perciò, mamma, ora non ha più motivo di piangere!" "Grazie..." dicendo ciò in una voce flebile si avvicinò agli Sfavillotti e li abbracciò. Da quel giorno, le Astroschegge smisero di scendere dagli occhi della ragazza. La cometa, trascinando orgogliosamente la sua stupenda coda, avanzò nel cielo stellato, in direzione del pianeta natio della ragazza.

Epilogo: La famiglia[modifica | modifica wikitesto]

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Tantissimi Sfavillotti... E tantissimi planetari... La cometa divenne una stupenda abitazione per gli Sfavillotti. "Oggi faremo una festicciola!" disse la ragazza ad alta voce riunendo intorno alla tavolo tutti gli Sfavillotti. "Prepareremo tutti insieme il pan astrale, ricco di Astroschegge!" Gli Sfavillotti erano entusiasti e si affrettarono a raccogliere gli ingredienti. La ragazza pensò fra sé: "Voglio stare per sempre accanto a questi piccoli. Voglio renderli felici fino al giorno in cui lasceranno questo tetto. E quando giungerà quel momento, lo accoglierò con il sorriso sulle labbra. Solo questo può rendere felice una mamma!" La ragazza chiuse gli occhi e pensò al suo pianeta azzurro, avvolto da una tenue luce... "Mi piacerebbe tornare almeno una volta ogni cent'anni sul mio pianeta azzurro per riposarmi sulle ginocchia di papà e accarezzargli la barba..." La cometa si cui si trovavano gli Sfavillotti e la giovane, proseguì il viaggio... Adesso i membri della famiglia sono tantissimi e, trascinando la sua coda che rilascia una scia bianca, la cometa si avvicina al pianeta natio della ragazza una volta ogni cent'anni.

In altre lingue[modifica | modifica wikitesto]

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