Recensione – Mario + Rabbids Sparks of Hope

Si vuole un bene dell'anima a Mario + Rabbids Sparks of Hope. È sufficiente muovere una manciata di passi nel primo mondo per avere il sentore di essere davanti a uno degli spin-off di Mario più creativi e carismatici dell'ultimo decennio. Al tempo stesso, però, non credo che sia un gioco per tutti. A mente fredda, un paio di mesi dopo la mia partita, ecco cosa penso di Sparks of Hope.

Cosa diavolo è un Rabbid?

Cosa ci fanno Mario e compagni insieme a... basta, ormai ci siamo abituati. Mario + Rabbids Sparks of Hope è il sequel di Kingdom Battle, quel gioco che abbiamo amato ben 6 anni fa (qui la nostra recensione). È un gioco di genere strategico che alterna battaglie a turni e sequenze di esplorazione. Dopo ogni vittoria si ottengono dei punti da spendere per migliorare i propri personaggi e affrontare le battaglie successive. Questa, insomma, è la spiegazione più essenziale del suo gameplay.

La prima battaglia di Mario + Rabbids Sparks of Hope.
Le mappe rispettano la griglia, ma Mario se ne infischia.

Rispetto a Kingdom Battle ci sono delle novità, come la possibilità di camminare liberamente sul campo di battaglia senza la classica suddivisione a griglia. Non voglio scendere nel dettaglio su ogni differenza – non ancora – ma trovo che Sparks of Hope sia migliorato sotto ogni punto di vista: le battaglie offrono più libertà senza compromettere la strategia, l'esplorazione è più interessante, persino la storia ha una marcia in più. A questo proposito, non è necessario aver giocato a Kingdom Battle per capire Sparks of Hope: c'è della lore che strizza l'occhio ai veterani, ma è perfettamente possibile iniziare da qui.

Ma analizziamo nel dettaglio queste componenti a partire dalle battaglie.

Le nuove battaglie: oh, che soddisfazione!

Sarò sincero, all'inizio avevo dei sentimenti contrastanti sulle nuove battaglie. Col passare del tempo, però, mi sono ricreduto e mi sono lasciato conquistare. Lasciate che vi spieghi.

Sparks of Hope ha un numero di battaglie nettamente maggiore rispetto a Kingdom Battle. La differenza è che, oltre alle battaglie principali, adesso è possibile incontrare numerosi sgherri di poco conto in giro per il mondo. Sconfiggerli è utile per ottenere preziosi punti esperienza, ma possono portare via interi minuti senza costituire un pericolo reale, rallentando drasticamente il ritmo del gioco. Considerando che Rabbid Peach può rimediare a ogni errore sul campo di battaglia con la (fin troppo comoda?) abilità della cura, poi, la posta in palio non è mai stata così bassa.

O almeno... questa è stata la mia prima impressione quando ho giocato in modalità normale. Poi ho provato la modalità difficile, e il gioco è diventato uno spasso! Ho iniziato a sentire che le mie strategie contavano davvero, che non potevo semplicemente sparare alla cieca, e così tutti gli incontri sono diventati più interessanti. Sia chiaro, giocare in modalità facile è validissimo – e solitamente lo faccio volentieri – ma personalmente trovo che in Sparks of Hope il divertimento sia direttamente proporzionale al rischio di mandare tutto all'aria. A dirla tutta, avrei preferito una modalità ancora più difficile.

Se invece volete semplicemente godervi la storia, nelle impostazioni è persino possibile attivare l'invincibilità. Peccato che non ci sia un'impostazione simile per i puzzle, ma a questo arriveremo più avanti.

Un nemico nel mondo Crepuscolo di Mario + Rabbids Sparks of Hope.
Oh no, un nemico comune!

Detto questo, Sparks of Hope ha un difetto che permane a tutti i livelli di difficoltà: non è possibile saltare il turno nemico. Si può velocizzare, ma neanche troppo. È un problema perché le battaglie sono così tante, e ciascuna può contenere decine di nemici che agiscono uno per volta. Urgh... devo davvero stare fermo a guardare ogni granello di polvere che si muove?

Ma in ogni caso, se si approccia il gioco con un pizzico di pazienza, cavolo quant'è divertente il sistema di battaglia. Gli sviluppatori hanno fatto un lavoro meticoloso nel bilanciare le abilità dei personaggi, le debolezze dei nemici e la struttura delle mappe per far sì che ogni missione si possa completare senza subire un graffio. Per esempio, mi sono auto-imposto la sfida di battere un certo miniboss (il secondo dell'ultimo mondo) in un solo turno, e ho trascorso quasi un'ora a escogitare una strategia per riuscirci. Volete sapere il bello? Non si ottiene nessuna ricompensa speciale in base alla performance. L'ho fatto solo perché mi andava, per puro divertimento, e il tempo è volato. Questo è uno dei migliori complimenti che possa fare a un videogioco.

Edge e Rabbid Peach usano gli Spark in Mario + Rabbids Sparks of Hope.
Il sistema degli Spark permette di esprimere la propria creatività.

Personalmente, attribuisco gran parte della soddisfazione alla personalizzazione della squadra. Salendo di livello, ciascun personaggio riceve dei punti da spendere in uno "skill tree" per sbloccare diversi potenziamenti. Inoltre – e questa è la novità principale di Sparks of Hope – sono stati introdotti gli eponimi "Spark", delle orribili creaturine che si sbloccano nel corso della storia, e che si possono equipaggiare per assegnare nuove tecniche ai personaggi. Queste due meccaniche lavorano in simbiosi per dare vita a una quantità virtualmente infinita di strategie interessanti.

Per fortuna, nessuna decisione è permanente: per non mettere freno alla creatività del giocatore – e anzi incentivarla – sia gli Spark che lo skill tree si possono ritoccare in qualsiasi momento tra una battaglia e l'altra. È davvero divertente pianificare una strategia e poi provare a metterla in atto. Se invece leggendo questo paragrafo state pensando "che noia, io voglio sparare e basta", niente paura: potete premere un pulsante per riempire automaticamente lo skill tree. Così facendo magari non scoprirete le strategie migliori, ma otterrete un assetto funzionale col minimo sforzo. Va detto anche che rispetto a Kingdom Battle è stata rimossa la possibilità di scegliere l'arma, forse per non avere troppe meccaniche che fanno a botte per attirare l'attenzione del giocatore: un compromesso che mi sento di promuovere, perché ho trovato il nuovo sistema nettamente più flessibile e soddisfacente rispetto al (già buonissimo) predecessore. In compenso è possibile cambiare la "skin" dell'arma, ma è solo una differenza estetica che non influenza le statistiche.

La scelta delle abilità in Mario + Rabbids Sparks of Hope.
Lo skill tree, combinato agli Spark, dà vita a sinergie interessantissime.

Ah, e non temete: finalmente non ci sono più restrizioni sulla formazione della squadra. Non è più obbligatorio né usare Mario, né usare un Rabbid. Volete fare una rimpatriata di Super Mario RPG con Mario, Peach e Bowser? Potete. Volete mettere in panchina Mario & Co. per giocare solo con i conigli, per qualche oscuro motivo? Potete fare pure questo.

Un mondo bellissimo, ma non per tutti

Tra una scazzottata e l'altra, Sparks of Hope offre dei vasti mondi da esplorare. Questo è forse l'aspetto del gioco maggiormente migliorato rispetto al predecessore: le ambientazioni sono più grandi, più creative, contengono più segreti e più personaggi con cui interagire. Lungo la strada si sbloccano delle nuove abilità, come la possibilità di distruggere determinate pareti e rivelare oggetti invisibili. Queste abilità sono essenziali per rendere l'esplorazione più interattiva rispetto al semplice atto di camminare a destra e a manca. Le mappe sono piuttosto grandi, intricate al punto giusto, e sono veramente belle da vedere.

La sorgente al centro della foresta nel mondo Crepuscolo di Mario + Rabbids Sparks of Hope.
Certe aree sono una goduria per i miei occhi conigliosi.

I mondi sono costellati di missioni opzionali, alcune più semplici ("sconfiggi un certo numero di nemici"), altre sorprendentemente interessanti ed elaborate: in più occasioni mi sono chiesto "ma seriamente questa è solo una missione secondaria?" trovandomi di fronte a sidequest corpose quanto la storia principale. Le ricompense variano di missione in missione, ma le più importanti sono senz'altro quelle che permettono di sbloccare nuovi Spark, espandendo così il proprio arsenale. Ci sono ottimi motivi, insomma, per esplorare ogni angolo e parlare con ogni personaggio.

Dal punto di vista puramente meccanico, gran parte del gameplay consiste nella risoluzione di puzzle più o meno impegnativi. Mi rendo conto che questo potrebbe far storcere il naso a qualcuno. Il fatto è che queste componenti del gameplay – battaglie e puzzle – sono completamente avulse l'una dall'altra, quindi non è detto che i fan dell'una siano anche fan dell'altra. I puzzle diventano anche abbastanza intricati negli ultimi mondi, e paradossalmente non hanno una modalità facile come le battaglie. Personalmente li ho apprezzati abbastanza, ma siete avvertiti: preparatevi a spostare molti blocchi.

Per essere chiari, inoltre, non aspettatevi altro dal gameplay fuori dalle battaglie: in questo gioco Mario e compagni non vanno a saltellare in giro per il mondo, bensì interagiscono esclusivamente mediante azioni contestuali come "afferra" e "sposta". Trattandosi di un gioco strategico, insomma, tutta la profondità meccanica è riservata all'eccellente sistema di battaglia.

Un puzzle coi blocchi in Mario + Rabbids Sparks of Hope.
Chi ha messo tutti questi puzzle coi blocchi nel mio Mario & Luigi?

Ciò che brilla maggiormente nel mondo di Sparks of Hope sono i coloratissimi e variegati personaggi originali. Tutti conigli, ovviamente. In particolare, ciascun mondo introduce un amichevole "guardiano" del quale scopriamo vita, morte e miracoli attraverso dei dialoghi e delle splendide illustrazioni. Tutto il world building risulta straordinariamente coerente e carismatico. Un plauso va riservato anche alle animazioni dei personaggi, responsabili in buona parte della loro personalità.

E poi c'è il doppiaggio... più o meno. Il simpatico robottino Beep-0 e l'inedita intelligenza artificiale Jeanie sono interamente doppiati, mentre tutti gli altri pronunciano brevi frasi o sono del tutto muti. I doppiatori hanno fatto un ottimo lavoro – anche in italiano! – ma ammetto di aver trovato strana l'alternanza tra personaggi parlanti e silenziosi.

Augie in Mario + Rabbids Sparks of Hope.
I personaggi sono molto interessanti, anche se dallo sguardo non sembra.

Ecco, a proposito di silenzio... dobbiamo parlare della musica.

Ma prima una premessa. Sapete che Banjo-Kazooie (composto da Grant Kirkhope) è tra i miei 3-4 giochi preferiti di sempre? Che Mario & Luigi: Superstar Saga (composto da Yoko Shimomura) è letteralmente il mio gioco preferito di sempre? Non ho ancora giocato a Ori (composto da Gareth Coker), ma ho sempre ammirato la sua atmosfera.

Quando ho saputo che questi tre compositori avrebbero unito le forze in Sparks of Hope sono saltato sulla sedia. Quindi appena ho iniziato il gioco ho sparato il volume al massimo con le lacrime agli occhi e... uhm... sono rimasto solo parzialmente soddisfatto. Non fraintendetemi: ci sono dei brani magnifici, specialmente durante le battaglie. Gareth Coker non aveva bisogno di comporre il brano più drammatico ed epico del mondo per la penultima area del giocowow – eppure l'ha fatto. Ma c'è anche tanto, troppo silenzio. In questo gioco si trascorre una quantità di tempo non indifferente nel risolvere i puzzle e nel costruire la squadra, e questi momenti sono quasi completamente muti, fatta eccezione per i versi scemi di Luigi e il mio acufene. Ho sentimenti contrastanti, perché credo che questa sia un'ottima colonna sonora il più delle volte, ma al tempo stesso credo che non sia un accompagnamento perfettamente adatto a tutte le fasi del gameplay. Sì, lo so, sono un brontolone viziato.

Rabbid Mario usa Luccicometo (Glitter) in Mario + Rabbids Sparks of Hope.
Il mio brano preferito? La dolce melodia di Rabbid Mario che usa Luccicometo.

Il Megabug colpisce ancora

Mi duole menzionare qualche bug che ho incontrato sia nella mia partita, sia guardando altri giocatori (il buon Ittio ha completato il gioco sul nostro canale Twitch). Il più fastidioso è quando il gioco si pianta durante il turno dei nemici, ed è necessario ricominciare la battaglia. Peggio ancora, c'era un bug che impediva di completare il gioco al 100%. Parlo al passato perché per fortuna questo e altri bug sono stati risolti con una patch nel mese di dicembre, che in realtà è la seconda dopo quella del day one. Al momento il gioco è in uno stato tutto sommato discreto, e spero che continui a migliorare in futuro.

Parlando di futuro, nel corso del 2023 arriveranno tre manche di contenuti scaricabili. Da queste parti si annidano parecchi fan di Rayman, quindi non vediamo l'ora di tornare a vestire i suoi panni. Ecco tutto quello che sappiamo sui DLC.

Conclusione

Tirando le somme, Mario + Rabbids Sparks of Hope è un ottimo spin-off strategico e, a mio avviso, un miglioramento netto rispetto al predecessore. Ha le sue imperfezioni, mascherate egregiamente da una vagonata di carisma e creatività. Una nota di apprezzamento va riservata anche alla mole di contenuti: la mia partita è durata circa 40 ore, incluse le missioni opzionali che ho completato in quasi tutti i mondi.

Se Kingdom Battle vi è piaciuto, insomma, comprate Sparks of Hope a occhi chiusi: anche se non foste d'accordo con me – in tal caso mi piacerebbe leggere la vostra motivazione nei commenti – come minimo apprezzerete lo sforzo di Ubisoft nel variare la formula con una direzione ancora più ambiziosa. Se invece non avete alcuna esperienza con Mario + Rabbids, salite a bordo con questo gioco. In un periodo in cui è raro trovare spin-off di Mario imbottiti di personalità e ricchi di contenuti come "quelli di una volta"vero, Mario Strikers?Sparks of Hope brilla come un faro luminoso.

Le scintille di speranza

★ Sistema di battaglia profondo e divertente
★ Ottima personalizzazione dei personaggi
★ Mondi e personaggi creativi
★ Esteticamente delizioso

27/30
Le pozze di oscutiferio

★ I puzzle non sono per tutti
★ Troppe battaglie un po' troppo lente

Mario + Rabbids Sparks of Hope non è per tutti, e va bene così. Se fate parte di quella nicchia di giocatori che ama personalizzare i personaggi nel minimo dettaglio, pianificare strategie ed eseguirle in battaglia, esplorare mondi dettagliati e risolvere rompicapi, Sparks of Hope entrerà nel vostro cuore e ci rimarrà per sempre.

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Crisco_05
Crisco_05
1 anno fa

Leggo solo adesso la recensione. È incredibile come questo gioco sia entrato così tanto nel cuore di Storm da avere lo stesso voto del remake di SS per 3ds. Per quanto mi riguarda è nella hall of fame degli rpg di mario, il migliore dai tempi di dream team.